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La legge delle guarentigie

Il 13 maggio del 1871 il Parlamento italiano approvò la legge n. 274, meglio nota come "legge delle guarentigie". Roma era ormai capitale del Regno d'Italia, e lo Stato, di fronte alla dura reazione di Pio IX avverso alla breccia di Porta Pia, tentò di normare unilateralmente il rapporto con la Santa Sede.

La legge, 20 articoli in totale, garantiva al pontefice, già all'articolo 1, l'inviolabilità della persona e il conferimento degli onori sovrani (veniva dunque equiparato ai capi di Stato stranieri), la possibilità di mantenere guardie armate al proprio servizio, il possesso dei "sacri palazzi" (Vaticano, Laterano, villa di Castel Gandolfo nonché relative pertinenze), cui si garantiva l'extraterritorialità, libertà di comunicazioni postali e telegrafiche.

All'articolo 4 la legge stabiliva una dotazione annua, a vantaggio della Curia romana, di 3.225.000 lire, la medesima cifra che, nell'ultimo bilancio dello Stato pontificio, era stata iscritta sotto il titolo «Sacri palazzi apostolici, Sacro collegio, Congragazioni ecclesiastiche, Segreteria di Stato ed Ordine diplomatico all'estero». In sostanza, lo Stato italiano si impegnava a farsi carico delle spese di mantenimento della corte papale, ora che venivano a mancare, per i pontefici, gli introiti derivanti dal possesso di uno Stato autonomo.

Infine la legge si prefiggeva di regolare i rapporti tra lo Stato e la Chiesa. Ai membri di questa, lo Stato garantiva la massima libertà di esercizio del culto, di riunione, di movimento e di testimonianza all'interno del Regno d'Italia. Il placet e l'exequatur (privilegi regi) venivano aboliti. I vescovi, peraltro, non erano tenuti al giuramento di fedeltà al re.

Nonostante le molteplici aperture e concessioni operate dallo Stato, la Chiesa oppose un rifiuto sdegnato della legge (che, a parere del pontefice, garantiva solo «futili privilegi e immunità»). Nello stesso 1871, Pio IX pubblicò l'enciclica Ubi nos nella quale riaffermava l'impossibile disgiunzione del potere spirituale da quello temporale.

Per poter visionare il testo della legge, clicca qui (documenti tratti dalla pagina della professoressa Nicoletta De Luca, Dipartimento di Teoria dello Stato, Università "La Sapienza" di Roma)